Il nostro mondo è un set nel quale vengono create in due minuti più immagini di quante non ne siano state prodotte nell’arte del ‘600 e ‘700.
Cresciamo con le “rappresentazioni”, divenendo così impermeabili alla realtà visibile che viene costantemente mediata (quindi ricreata) attraverso l’immagine. Nella pratica potremmo dire che oggi guardiamo senza vedere.
Il percorso percettivo che ho proposto intendeva sviluppare una differente sensibilità nei confronti del colore, intervenendo sull’accumulo di informazioni che occupano il nostro cervello. In pratica ho chiesto di andare alla ricerca del giallo ovunque questo si trovasse, focalizzando l’attenzione solo su questo colore. Come per magia è bastata la prima ora di questo esercizio d'attenzione per constatare che ”quel colore” si mostrava brillando più degli altri. L'operazione è stata ripetuta con altri tre colori: l'azzurro, il rosso e il nero. Il risultato che desideravo ottenere è stato raggiunto: i ragazzi hanno sperimentato interiormente un cambiamento in quella passeggiata di tre ore. La mostra che state per vedere è il risultato di quest’esperienza nell’ambito del corso base di fotografia. Ognuno ha contribuito nella misura di quelle che sono le sue capacità.
Chi guarderà queste immagini unicamente da un punto di vista estetico cadrà nel tranello del guardare senza “vedere”.
Alberto Terrile