// Chi siamo
“L’Associazione ha lo scopo di propagandare, promuovere e divulgare ad ampio spettro sia la cultura della fotografia che dell’immagine, mediante l’insegnamento e l’organizzazione di eventi ed iniziative tendenti a svilupparne la conoscenza e l’avvicinamento ad essa.”


COSA E’ REALMENTE PERCORSI MAGICI

Un percorso si fa magico quando non segue le logiche comuni: il disordine del creato non è opera di Dio ma del libero arbitrio dell’uomo, imparare a guardare riconoscendo lo straordinario nell’ordinario significa ritornare all’origine del nostro percorso di vita.
Quando abbiamo aperto gli occhi per la prima volta ogni cosa aveva in sè le caratteristiche per stupirci ed emozionarci, oggi qualsiasi immagine ci lascia indifferenti. Siamo divenuti dei contenitori zeppi di forme inutili, abbiamo dimenticato l’archetipo: la prima alba, il primo vento, la prima pioggia.
Il mondo è la propria magia.

“Percorsi Magici” è il titolo che adottai nel 1999 per battezzare un esperimento didattico sull’innalzamento della soglia di percezione del colore. Da allora la sua valenza è cresciuta esponenzialmente. Da questa endiadi da alcuni anni stanno scaturendo come polle d’acqua molte iniziative dai set open air a delle mostre che hanno lo scopo di promuovere e offrire visibilità ad autori che utilizzano per le loro visioni il media fotografico.

“Percorsi Magici” mi accompagna nel mio tratto di vita e cresce. Oggi è un luogo non più solo virtuale (il sito) ma anche un’associazione culturale della quale curo la direzione artistica. Un collettivo che opera per promuovere e valorizzare la conoscenza e l’apprendimento delle tecniche fotografiche e della comunicazione visiva favorendo l’aggregazione sociale. Sotto questa sigla/madre si riuniscono gli allievi incontrati in un decennio didattico che ha attraversato diverse forme, dai workshop ai seminari, da una cattedra all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova ai corsi presso il Centro Polivalente Sivori.


“Esiste un’altra classe di uomini tipizzata da colui che mentre riconosce nei sensi corporei un elemento molto importante nell’attuale nutrimento e documentazione del nostro essere, è convinto che essi gli forniscano soltanto apparenze, e non le cose così come sono nella loro essenza e secondo la loro legge, classificate armoniosamente con riferimento alle loro fonti, ma soltanto come lo influenzano attraverso i diversi ingressi del corpo. Quest’uomo tenderà a credere che la mente, nella sua prerogativa come unico essere autocosciente dell’universo, abbia il diritto e la capacità di rivolgersi verso l’interno di sé alla ricerca di una risposta ai complessi enigmi del mondo…
Tramite queste argomentazioni l’uomo, pur essendo un visionario, riconoscerà la possibilità di scoprire dalla mente, in alcuni dei suoi stati straordinariamente risvegliati, una verità, o un insieme di verità, che non si manifestano nella sua condizione di ogni giorno.”

Fitz Hugh Ludlow, The Hasheesh Eater: Being Passages from the Life of a Pythagorean (New York, Harper & Brothers, 1857) pag.86